Rula Jebreal
Un vero e proprio terremoto politico nel Michigan, uno degli Stati che hanno consegnato la vittoria a Trump alle ultime elezioni presidenziali. Stanotte Abdul El-Sayed, arabo-americano, musulmano, progressista e da sempre schierato contro il genocidio a Gaza e la potente lobby israeliana, ha vinto nonostante un'enorme mobilitazione di risorse contro la sua candidatura. I gruppi di pressione filo-israeliani hanno speso circa 62 milioni di dollari nel tentativo di sconfiggerlo. Ma i cittadini americani continuano a scegliere candidati progressisti pacifisti che non vogliono che le loro tasse finanzino il genocidio e l’occupazione militare israeliana. L'Establishment dei due partiti dovrebbe iniziare ad ascoltare e comprendere questo tsunami politico. L'ennesima conferma che Zohran Mamdani e il movimento dei progressisti pacifisti americani, contrari al genocidio in corso in Palestina e alle guerre infinite, rappresentano oggi la vera alternativa a un sistema politico marcio che, per troppi cittadini, continua a essere percepito come ostaggio di interessi consolidati e di una politica estera coloniale, criminale, militarista e bellicista.